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Siracusa Parco Archeologico

29 giugno 2020

Per la visita del Parco consiglio di leggere prima questo link: oltre alla descrizione dei resti contiene utili indicazioni pratiche. Noi non l'abbiamo fatto e ci siamo un po' parsi all'inizio.

Oltrepassata la biglietteria, ci siamo diretti alle "Latomie", antiche cave utilizzate anche come prigioni.  Il percorso si snoda in un incantevole giardino. Poi in un'alta parete verticale si apre un'enorme cavità: l'Orecchio di Dionisio.  Entrati nella grotta, l'abbiamo percorsa per pochi metri sufficienti però per confermarne la formidabile acustica.

Impossibile poi non sostare almeno qualche minuto nell'incantevole giardino della "Latomie del Paradiso", ammirando le piante che lo popolano. Ma ora è tempo di proseguire per entrare nel maestoso Teatro Greco. Siracusa si stima contasse oltre 500.000 abitanti e non stupisce che il loro teatro fosse così vasto da poterne contenere ben 15.000, secondo le stime.

Lo stato di conservazione non è ottimale ma è la dimensione e la posizione che ne fanno una meraviglia. Abbiamo passeggiata nella parte alta dove si trovano i resti le nicchie di quelle che si ritiene siano tombe familiari di epoca cristiana però.

La parte bassa del teatro è interamente ricoperta da un palcoscenico moderno con tanto di torrette per le luci. Stona un po' ma immaginiamo sia davvero suggestivo assistere alla rappresentazione di un dramma antico proprio qui,

Ci spostiamo poi verso l'Ara di Ierone, un importante tempio greco di cui però resta solo il maestoso basamento.

Infine visitiamo i resti l'Anfiteatro Romano, realizzato in età tardo classica. Cito, per rendere l'idea: «Se pensiamo che qui è rappresentata soltanto la parte inferiore, che in questo genere di edificio è la parte più stretta, si potrà benissimo immaginare quanto doveva essere esteso, elevato, maestoso ed imponente. […] non si rischia di sbagliare immaginandolo come uno dei monumenti più straordinari che siano stati mai costruiti.» (Jean Houel)

L'area che abbiamo visitato non esaurisce ovviamente gli importanti resti archeologici di Siracusa, una città che in antichità era riuscita a importsi su quasi tutta la Sicilia. Forse ci ritorneremo. Per ora posso dire che di ciò che abbiamo visto resta l'impressione di imponenza, la curiosità dell'"Orecchio di Dioniso",  ma è mancato l'effetto magico prodotto dalle visite di Selinunte, Segesta, della Valle dei Templi a Agrigento e, in anni successivi, del Teatro Greco di Taormina.

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Roberto - CC BY-SA 4.0

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